Una caldaia che gocciola oltre i 2 bar non va considerata normale soltanto perché la pressione è salita. Il numero sul display e l’origine dell’acqua devono essere valutati separatamente: superare 2 bar non identifica automaticamente un guasto, ma una perdita persistente richiede un controllo.
Non aumentare o abbassare la pressione a tentativi. Ferma l’utilizzo secondo le istruzioni del modello, se puoi farlo in sicurezza, e conserva una foto della lettura e del punto in cui compare l’acqua. Non riavviare l’apparecchio solo per vedere se gocciola ancora.

Due bar non sono una soglia universale di scarico
La pressione di esercizio prevista e la taratura della valvola di sicurezza sono grandezze diverse. Caleffi spiega che, nel riscaldamento domestico, la taratura è spesso di 3 bar, precisando che cambia in funzione dell’impianto e dell’applicazione. Questo valore non è un obiettivo da raggiungere.
Non puoi quindi concludere che una goccia a 2,1 bar sia sicuramente lo scarico regolare della valvola, né che sotto 3 bar qualunque perdita sia irrilevante. Il componente installato, la lettura effettiva e il punto di fuoriuscita devono essere identificati.
Per sapere quale intervallo deve rispettare il tuo impianto, cerca nel libretto la sezione relativa alla pressione e alle condizioni di lettura. Se il documento manca, recuperalo dal produttore usando il modello completo. Una fotografia di una caldaia simile non basta per scegliere valori o procedure.
La lettura a caldo va distinta da quella a freddo
Quando riporti un valore, aggiungi sempre che cosa stava facendo l’impianto. “Segna poco più di 2 bar mentre i radiatori sono caldi” contiene un’informazione diversa da “segna lo stesso valore dopo un lungo arresto”. Non confrontare le due situazioni come se fossero identiche.
Non serve riaccendere per ottenere il dato mancante. Se hai soltanto la lettura attuale, comunica quella e specifica che non conosci la precedente. Il tecnico potrà effettuare il confronto necessario durante la verifica.
Prima verifica pratica: quale acqua stai vedendo?
Osserva dall’esterno, senza toccare tubi o infilare oggetti sotto il mantello. L’acqua può comparire sul bordo della caldaia, seguire un raccordo visibile oppure arrivare da un tubo di scarico. La posizione della goccia finale non dimostra da quale componente sia iniziata la perdita.
Nei modelli a condensazione c’è anche un percorso dedicato alla condensa. Non confonderlo con la valvola di sicurezza del riscaldamento e non considerare normale una pozza solo perché l’apparecchio è a condensazione. Se non riconosci i tubi, una foto generale è più utile di un nome attribuito a caso.
- Riprendi il punto bagnato insieme a una porzione riconoscibile dell’apparecchio.
- Segnala se si tratta di poche gocce, gocciolamento continuo o acqua che si allarga.
- Indica se il fenomeno è iniziato dopo un rabbocco o una manutenzione.
- Descrivi eventuali messaggi sul display senza cancellarli con reset ripetuti.
Non raccogliere il liquido con le mani per valutarne la temperatura. Non aprire un pannello per rendere la fotografia più precisa: il controllo domestico finisce alla parte esterna accessibile.
Tre situazioni da raccontare in modo diverso
Hai appena aggiunto acqua all’impianto
Comunica quando hai effettuato il rabbocco, quale lettura vedevi prima e quale dopo. Non ripetere la manovra perché successivamente il valore è sceso: se c’è una perdita, potresti alimentare un ciclo senza risolvere la causa. Se non sei certo di aver concluso correttamente la procedura del modello, contatta subito l’assistenza.
La guida Viessmann sul rabbocco dell’acqua dei termosifoni collega il controllo della pressione alle caratteristiche dell’impianto. Le indicazioni generali non sostituiscono il libretto specifico, soprattutto quando il problema attuale è acqua che esce dall’apparecchio.
La pressione sale durante il riscaldamento
Se l’aumento e le gocce sono comparsi mentre i radiatori si scaldavano, riporta la sequenza. Fra gli elementi che il professionista può verificare ci sono la gestione dell’espansione e il comportamento dei dispositivi di protezione. Non ordinare un vaso di espansione sulla base di questa sola coincidenza.
Segnala anche se in passato hai visto ampie differenze fra impianto caldo e fermo. Non attribuire al manometro una precisione che non ha: scrivi “circa” quando la lancetta era fra due tacche.
Continua a gocciolare anche dopo l’arresto
La persistenza è un dato importante e va comunicata. Caleffi richiama anche la possibilità che depositi sulla tenuta impediscano alla valvola di chiudersi correttamente. Per distinguere questa eventualità dalle altre serve un controllo professionale.
Non ruotare ripetutamente la valvola per cercare di farla richiudere. Se il valore scende mentre esce acqua, non significa che il problema si stia risolvendo: stai osservando un cambiamento da riferire, non una riparazione.
La sequenza sicura da seguire quando trovi le gocce
- Valuta la zona. Se acqua e parti elettriche possono entrare in contatto, non toccare l’apparecchio o la spina dal bagnato.
- Interrompi l’uso. Segui il manuale usando solo comandi asciutti e accessibili; se necessario, isola l’alimentazione da un punto sicuro.
- Limita i danni esterni. Asciuga il pavimento soltanto se puoi farlo senza esporti e tieni lontane le persone.
- Conserva i dati. Foto, modello, lettura visibile e momento di comparsa sono sufficienti per iniziare.
- Richiedi assistenza. Specifica se la perdita continua o aumenta e se la pressione appare fuori dall’intervallo del manuale.
Una perdita abbondante o una zona elettrica bagnata richiedono una gestione urgente, non un appuntamento rimandato dopo altre prove. Se non sai come interrompere l’impianto in sicurezza, chiedi subito istruzioni al servizio competente senza manovrare valvole non identificate.
Perché non basta riportare la lancetta sotto 2
Abbassare un numero non identifica il motivo per cui è salito e non ripara un componente che perde. Evita sfiati eseguiti soltanto per inseguire una cifra, scarichi dal fondo della caldaia e riempimenti successivi per compensare una discesa eccessiva.
La scheda Worcester Bosch sulla pressione rimanda alle condizioni dell’impianto e alla necessità di approfondire rabbocchi frequenti. Anche i settori colorati dei quadranti vanno interpretati con il manuale: una zona verde osservata in una fotografia non definisce il funzionamento corretto di un altro prodotto.
Non tappare lo scarico e non cambiare la taratura della valvola. Scegliere una valvola che sopporta una pressione maggiore per far sparire le gocce altera la protezione. L’eventuale ricambio deve essere individuato e installato dal professionista con le caratteristiche appropriate.
Non applicare silicone, nastro o prodotti sigillanti sull’uscita. Non introdurre disincrostanti nei circuiti. Il punto da risolvere è l’origine dell’anomalia, mantenendo operativi i dispositivi di sicurezza.
Se il display e il quadrante mostrano valori diversi
Fotografa entrambi e verifica nel manuale che stiano rappresentando la stessa grandezza. Un numero sul display potrebbe essere una temperatura o un’impostazione, mentre il quadrante indica la pressione. Non mediare due valori diversi e non scegliere quello che sembra più rassicurante.
Se entrambi indicano effettivamente la pressione ma non coincidono, riferisci la differenza al tecnico. Evita di picchiettare il manometro, aprire il pannello o collegare strumenti aggiuntivi. Annota inoltre se una lettura è stata fotografata durante il funzionamento e l’altra dopo l’arresto: il confronto deve tenere conto anche del momento, non soltanto delle cifre visibili.
Come ottenere una diagnosi utile e verificare la riparazione
Quando contatti l’assistenza, separa fatti e ipotesi: “Ho letto circa 2,2 bar e visto acqua dal bordo inferiore; non so se provenga dalla valvola”. È una descrizione migliore di “la valvola dei 2 bar è rotta”, perché non introduce un’identificazione non verificata.
Prepara il libretto e segnala manutenzioni o riempimenti recenti. Chiedi che il controllo comprenda origine della perdita, attendibilità della lettura e comportamento dell’impianto nelle condizioni previste. Conserva il rapporto con la causa rilevata e le operazioni effettuate.
Dopo l’intervento, il professionista deve verificare che pressione e tenuta rimangano corrette durante il funzionamento. Nelle giornate successive riferisci eventuali nuove gocce o necessità di rabbocco. Il criterio di soluzione è l’assenza della perdita con funzionamento regolare, non il solo ritorno momentaneo della lancetta sotto un numero.


